Bella Umbria > IL SUO ARTIGIANATO

Il suo artigianato

 

Chi visita l'Umbria, deve porre una attenzione particolare alle attività artigianali.

L'artigianato è ben rappresentato in tutta la Regione, ed ha origini legate agli Etruschi, agli Umbri, ai Romani.
I ritrovamenti riferibili a questi popoli trovano la loro visibilità nei musei archeologici di questa magnifica terra.
Proprio riprendendo tecniche e forme degli antichi abitanti umbri, nel Medioevo ogni borgo venne a caratterizzarsi da una miriade di mestieribotteghe, dove il lavoro, con la ripetizione di gesti e di procedimenti ereditati dalla tradizione, iniziò ad assumere quasi la cadenza di un rito che si rinnovava ogni giorno, e che ancor oggi si presenta come una realtà viva e dinamica, legata al passato, ma proiettata al futuro.

Le origini delle anzidette attività artigianali, che al presente contribuiscono a diffondere il nome della Regione umbra nel mondo, devono quindi essere ricercate soprattutto nel Medioevo, quando il territorio visse la sua rivoluzione artigiana, con la produzione di ceramiche, di tessuti, di oggetti in legno e in ferro battuto, di merletti e ricami: mestieri ancora intatti nel loro valore e nelle proprie caratteristiche secolari.
Tuttora, in molte città e cittadine umbre, è possibile imbattersi in botteghe in grado di realizzare manufatti di notevole valore e prestigio, autentici simboli di ciò che l'artigianato ha rappresentato nel tempo.

 

 

CERAMICA

 

Tra le attività artigianali tradizionali dell'Umbria, quella cha ha raggiunto i massimi livelli di espressione tecnica ed artistica è rappresentata dalla produzione di ceramicheterrecotte
maioliche.
Quest'arte ha conosciuto, nei secoli, un grande sviluppo, che è andato concentrandosi principalmente in alcuni centri, ancora oggi famosi per le loro produzioni.
Da segnalare, tra gli altri: Orvieto, Todi, Deruta, Gubbio, Gualdo Tadino, Città di Castello, Umbertide, Perugia, Assisi, anche se in molte altre località è possibile incontrare artigiani autori di pregevoli manufatti.

La produzione di Gubbio, già sviluppata nel Medioevo, oggi si è orientata verso una specializzazione, mantenendo forme classiche di lavorazione.
A Gualdo Tadino si sono affermate alcune industrie, accanto alle quali sopravvivono diverse botteghe artigiane.
A Deruta l'arte della terracotta, tramandata dagli etruschi, era fiorente prima del '300.
Nei due secoli successivi toccò il massimo dello splendore, documentato dalla bellezza dei vasi e dei piatti oggi conservati in musei e collezioni privare.
A Orvieto si era persa con il passare dei secoli traccia dell'antica attività. Ma con gli inizi del Novecento la riscoperta di reperti risalenti al Medioevo risvegliò l'interesse intorno ad una produzione di notevole pregio, che era stata completamente dimenticata.
Qualcosa è rimasto nella produzione degli orci di terracotta, gli ziri, a Castel Viscardo, e dei vasi a Ficulle.

 


ARTIGIANATO DEL LEGNO

 

Caratterizzata in notevole misura come attività di servizio, la lavorazione del legno è presente capillarmente in tutto il territorio umbro.
Fra gli artigiani del legno, ce n'è uno almeno in ogni centro abitato, alcuni si caratterizzano con produzioni singolari ed intelligenti.
Centri di produzione più vivaci nel campo della lavorazione del legno, sono oggi Città di Castello (mobili), Todi (intarsiatori, scultori, intagliatori, ebanisti), Assisi, Perugia e Gubbio.

 


FERRO E RAME

 

A Gubbio va riconosciuto il titolo di Capitale umbra del ferro battuto, ma questa lavorazione la troviamo anche ad Orvieto, mentre è possibile ancora rintracciare, girando per le botteghe, una grande varietà di oggetti in rame, dalle brocche agli scaldini, dagli stampi per dolci ai boccali, che fino a poco tempo fa erano parte integrante della dotazione di ogni casa contadina.
A Villamagina di Sellano, in Valnerina, si producono ancora artigianalmente raspe e lime, attività che conobbe grande sviluppo tra il 700 e l'8OO.
Una menzione particolare meritano le lavorazioni del ferro battuto nella zona del Trasimeno, in particolare a Magione e Passignano.

 


TESSUTO, MERLETTI E RICAMO

 

Nell'area del Trasimeno, a Panicale e particolarmente sull'Isola Maggiore, è diffusa la lavorazione del merletto. I pizzi d'Irlanda e i merletti realizzati al tombolo, sono esposti nel centro dell'isola, in una mostra mercato permanente.
E' ancora viva, nel Perugino, l'arte della tessitura, particolarmente del lino, erede delle tradizioni e delle regole della Fratellanza dei tessitori, costituita a Perugia sulla fine del sec. XIV.
I tessuti di lino di questi artigiani sono ancora oggi considerati i migliori d'Italia.
In genere di colore azzurro, sono spesso decorati con vari disegni e simboli, principalmente con il grifo, simbolo della città di Perugia, e con altre raffigurazioni derivate dalla mitologia e dalla tradizione popolare.
Nell'Orvietano è possibile ancora trovare originali produzioni di tovagliati e di merletti.
Attività di tessitura si trovano a Cascia e Montefalco.
Un discorso a parte meritano i ricami tradizionali di Assisi, ancora oggi ricercati per la loro bellezza.
La tradizionale lavorazione, ha dato vita ad un punto, utilizzato in ricamo, che prende, dalla città di provenienza, il nome di punto Assisi.

 



 

pdf
FRATELLO FRANCESCO

(Terni - Umbria / ITALY)


© 2015 - Tutti i diritti riservati