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Itinerari naturalistici

 

L'Umbria, terra di Francesco d'Assisi, "Patrono dell'ecologia", è anche l'ultimo rifugio per molte rare specie della fauna italiana: per il "lupo" - tanto amato dal Poverello assisiate -, per i "gatti selvatici", le "aquile" e i "gufi reali", per gli "istrici" e le "martore".
Ma è la varietà del paesaggio a rendere l'Umbria una delle zone italiane più interessanti dal punto di vista naturalistico: in poco più di 8.000 chilometri quadrati, questa regione concentra pianure densamente abitate e selvaggi dirupi d'alta quota, dolci declivi collinari e zone lacustri e paludose.

E doverosamente, questa piccola Regione "protegge" il proprio territorio con un articolato sistema di sei Parchi regionali, che si aggiungono al territorio umbro interno al "Parco Nazionale dei Monti Sibillini".

 

 

PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI

L'Umbria contribuisce con il suo territorio al "Parco nazionale dei monti Sibillini", costituendone un terzo della superficie, ma insieme la parte più affascinante per valori ambientali e culturali.
E' il tetto del'Appennino umbro marchigiano.

Vasti spazi aperti con prospettive che rievocano, talora, i paesaggi alpini.

 


PARCO DEL MONTE CUCCO

E' il parco dello sport in montagna, in cui si pratica il "volo a vela", la "speleologia", lo "sci di fondo", il "trekking".
Conta "centri minori" ma ricchi di testimonianze culturali ed artistiche; vi sono numerosi e suggestivi "Eremi benedettini".
E' il sistema montano appenninico su cui svetta il monte Cucco (m. 1.566). 

E' il "ventre degli Appennini", con un complesso sistema ipogeo, fenomeni di carsismo, acque sotterranee i cui punti di risorgiva alimentano acquedotti civili, fonti minerali e confluiscono nel fiume Sentino.


 

PARCO DEL MONTE SUBASIO

Il Monte Subasio racchiude e compendia l'ambiente "mistico" al centro della "Valle Umbra", culla del "francescanesimo".
Il Monte separa e insieme collega i centri storici di "Assisi", "Spello" e "Nocera Umbra", quale elemento unificante del paesaggio.
Storia, natura e cultura si fondono nel Subasio, ed "Assisi", il cui nucleo storico è nel Parco, ne costituisce la porta naturale.

Il Subasio, sin dal X secolo a. C., ha assunto carattere di sacralità e misticismo per le popolazioni umbre, e questi elementi di spiritualità si sono rafforzati e caratterizzati con S. Francesco e le presenze del suo Ordine monastico.

 

 

PARCO DI COLFIORITO

Il "Parco di Colfiorito" è uno sterminato altopiano con al centro elementi di eccezionale valore: la palude omonima, che raccoglie rare specie floristiche e vegetazionali e che ospita uccelli acquatici, gasteropodi ed anfibi; il monte Orve ed il suo castelliere preistorico, le

testimonianze archeologiche della città romana di "Plestia".

Il territorio degli altipiani è utilizzato, oltre che per le coltivazioni tradizionali dei cereali e dei foraggi, soprattutto per quelle delle lenticchie delle patate rosse.

Nell'area sono insediati caseifici, che trasformano il latte localmente prodotto, in formaggi e ricotta di alta qualità.

 


PARCO DEL LAGO TRASIMENO

Oltre allo specchio d'acqua, è compreso nel Parco tutto il sistema spondale che lo circonda, ivi compresi i centri minori e maggiori come "Castiglione del Lago" e "Passignano".

Quadro lacustre e collinare con le attività antropiche che gli sono proprie, ed insieme insostituibile zona di sosta per la avifauna migratoria e sede vitale di importanti specie

ittiche.

Il suo delicato equilibrio idrologico e biologico ha imposto, da sempre, l'intervento di salvaguardia dell'uomo, necessario, ancor oggi, per la salvezza della risorsa.

Il Parco, col suo lago, offre valide strutture di servizio per lo sport e il tempo libero; la "vela" è

largamente praticabile e può contare su diversi club nautici.

La "pesca sportiva" si appoggia su ambienti ottimali; l'uso di imbarcazioni a motore e lo "sci acquatico" sono possibili con le limitazioni sulla potenza istallata e sui luoghi di esercizio. L'andamento prevalentemente pianeggiante delle strade circumlacuali, permette un "cicloturismo" di particolare gradevolezza.

Una sentieristica collega il lago con l'entroterra, utilizzabile per il "trekking" e l'"ippoturismo".



PARCO FLUVIALE DEL TEVERE
Comprende il fiume Tevere nel tratto medio inferiore del suo corso in Umbria e territori significativi per caratteristiche ambientali, per testimonianze culturali, archeologiche e monumentali.
Il corso fluviale è stato modificato dallo sfruttamento idroelettrico, che ha portato alla formazione del "lago di Corbara" e del bacino di espansione di "Alviano".

"Todi" e "Orvieto" sono le attestazioni urbane che caratterizzano il Parco con il loro patrimonio culturale.
E' questo territorio che una ricerca della Università del Kentucky indica per l'esemplare grado di vivibilità.



PARCO FLUVIALE DEL NERA

Comprende il fiume Nera nel tratto medio inferiore del suo corso, sino alla confluenza col Velino alla "Cascata delle Marmore".

Diffuse e di qualità sono le strutture di ristorazione che valorizzano i prodotti della zona: le specie ittiche, l'olio di oliva, i tartufi.

E' il parco dello sport delle acque: il "canottaggio", il "rafting", la "canoa".

E' il parco dell'"arrampicata libera": le rocce naturali, la grande palestra artificiale.

 

 

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Per adesso (ma solo per adesso), proponiamo i seguenti "ITINERARI".

 

 

 


 

° SULLE CRESTE DEI MONTI SIBILLINI

 

Gli aspri "Monti della Sibilla" ospitano il Parco più alto dell'Umbria. 

Sul confine con le Marche, la catena calcarea dei Sibillini separa le alture della "Valnerina" dai grandi massicci abruzzesi e offre una summa della natura dell'Appennino. 

I canaloni del Monte Redentore (che con i suoi 2.448 metri è la cima più elevata della regione) dominano gli altopiani carsici di "Castelluccio", le faggete della Valle Canatra, le dorsali del Monte delle Rose e del Monte Lieto, che chiudono a oriente la piana di Norcia. 

Più aspro di quello marchigiano, il versante umbro della catena offre un'ampia scelta di sentieri e può essere esplorato anche dagli "sci-alpinisti" o con gli "sci di fondo", con la "bici da montagna", con le "racchette da neve" o a "cavallo". 

Nel borgo di "Castelluccio" gli appassionati di "parapendio" si affiancano ai botanici venuti per osservare le magnifiche "fioriture del pianoro". 

Da non perdere il centro storico di "Norcia" (la patria di S. Benedetto), quello altrettanto suggestivo di "Preci" e l'"Abbazia di S. Eutizio". 

 


° I LECCI DEL MONTE SUBASIO


La "Montagna di S. Francesco d'Assisi", ripida e rocciosa, rivestita da boschi di lecci, aceri e faggi, separa "Assisi" da "Spello", e in cima si allarga in una vasta groppa di pascoli. 

L'idea dell'area protetta è stata lanciata nel 1982 a S. Francisco (USA), la più grande metropoli che ricorda il "Poverello umbro". 

Nato all'inizio degli anni Novanta, esteso su 7.442 ettari, il Parco ospita l'"aquila", il "lupo", la "coturnice" e l'"astore". 

Nei boschi vivono il "gatto selvatico", l'"istrice", il "tasso" e il "cinghiale". 

Sui pascoli, a primavera, fioriscono le "orchidee selvatiche". 

La vera meraviglia del Subasio, però, è la secolare lecceta che nasconde l'"Eremo delle Carceri", dove Francesco e i suoi compagni si ritiravano ("carceravano"), per purificarsi dai peccati. 

Un bel sentiero sale dalla "Rocca Minore di Assisi" all'"Eremo" e prosegue in direzione dei 1.290 metri della cima, da cui appaiono i Monti Sibillini e il Trasimeno.

 


° LA PALUDE DI COLFIORITO

 

Nel cuore dell'Appennino, tra i 750 e gli 800 metri di quota, l'altopiano carsico di "Colfiorito" e i piccoli centri che lo circondano, sono tra le mete naturalistiche più interessanti dell'Umbria. 

A portata di mano da "Foligno", il Parco si estende su 338 ettari, ospita "sette laghetti" circondati da salici, pioppi e canneti ed è gestito con la collaborazione del WWF. 

Le acque scompaiono nell'inghiottitoio del Molinaccio, sentieri e capanni consentono di osservare "folaghe", "gallinelle d'acqua" e "anatre". 

Sui rilievi calcarei che circondano Colfiorito, tra pascoli e boschetti di roverella, vivono l'"upupa", l'"allocco", il "pettirosso", la "volpe", la "faina" e il "tasso". 

Testimoniano dell'antica importanza del "Valico di Colfiorito" i resti di un villaggio dell'Età del Ferro, venuti alla luce non lontano dal pianoro e la necropoli italica tra Colfiorito e Monte Orve, che ha restituito 250 sepolture.

 


° AIRONI E CANNETI DELL'OASI DI ALVIANO

 

Chi percorre l'"Autostrada del Sole" tra "Attigliano" e "Orvieto", costeggia il più vasto lago artificiale dell'Umbria. 

Sul confine con il Lazio, l'"invaso di Alviano" separa le colline tufacee di "Bagnoregio" dalla catena calcarea del Monte Capo di Serra. 

Istituita nel 1978 e gestita dal 1990 dal Wwf, l'Oasi, che tutela 900 ettari del bacino, comprende paludi, stagni, canneti, un bosco di pioppo, salice e ontano e campi di mais, frumento e girasole. 

Nidificano o sostano nell'Oasi "130 specie di uccelli".

L'elenco include anatidi come il "germano reale", il "mestolone", la "marzaiola" e il "moriglione", rallidi come la "folaga" e la "gallinella d'acqua", rapaci come il "falco di palude" e il "falco pescatore". Non mancano "aironi", "garzelle", "cormorani", "cavalieri d'Italia" e "svassi". 

Nel 2001 è stato segnalato il "fenicottero". 

Tra i mammiferi, oltre alla "nutria", sono presenti l'"istrice", il "moscardino", la "talpa" e la "donnola". 

Due sentieri, vari capanni e due torri consentono di osservare boschi e animali. 

Una pista ciclabile collega l'area protetta con la stazione ferroviaria di Alviano. 

 

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PER COLORO CHE LO RICHIEDERANNO, "CONFEZIONEREMO" ITINERARI PERSONALIZZATI, PER VISITARE GLI ANZIDETTI LUOGHI


 

 

 

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FRATELLO FRANCESCO

(Terni - Umbria / ITALY)


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